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ARRIVANO GLI AIUTI ALL'E-COMMERCE

Centodieci miliardi all'anno per tre anni, dal 2000 al 2002. Sono le agevolazioni al commercio elettronico (con particolare riguardo, per 30 miliardi all'anno, ai settori tessile, abbigliamento e calzaturiero) previste nel disegno di legge presentato stamattina in Consiglio dei ministri dal sottosegretario all'lndustria Stefano Passigli. Il commercio elettronico è ormai una vera e propria priorità politica sia per il governo che per l'opposizione. Dunque potrebbe esserci l'accordo in Parlamento per far marciare i provvedimenti più velocemente del resto dei collegati alla Finanziaria, bloccati ormai da settimane nelle commissioni. Il fine principale dei finanziamenti è quello di incentivare la creazione di portali di settore, che aiutino in particolare le piccole e medie imprese a vincere l'inerzia e a sfruttare le possibilità di commercializzazione in Internet, che invece sono già pienamente sfruttate dalle grandi aziende. Questo obiettivo costituisce anche uno dei punti centrali del piano per la società dell'informazione che rappresenta la strategia del governo in materia di commercio elettronico e incentivi alle imprese che vogliono saltare su Internet. Il piano si orienta su sette aree diverse, individuate come fondamentali per la futura società dell' informazione. 1) Alfabetizzazione informatica, mirata in particolare al mondo imprenditoriale; 2) Preparazione del personale che dovrà essere in grado di insegnare, anche ai livelli più bassi, l'uso della rete; 3) Incentivi alle imprese per la costruzione dei portali di settore, che potranno essere finanziati con soldi pubblici anche senza contravvenire alle normative europee sulla concorrenza; 4) Assistenza e incentivi finanziari agli start up di aziende ad alto contenuto tecnologico; 5) Interventi settoriali mirati alla protezione e alla valorizzazione del patrimonio culturale italiano. Si va dalle opere d'arte all'artigianato di qualità, al settore agroalimentare a forte caratterizzazione nazionale; 6) Le regole della futura società del l'informazione, fra cui la tutela dell'identità delle imprese e degli individui in rete (con norme contro il cybersquatting, ovvero l'occupazione abusiva di nomi e marchi al solo scopo di rivenderli ad altri); La qualità della rete, con le misure di sicurezza in grado di difendere la comunità di Internet dagli hacker e dallo sviluppo del cybercrime, in primo luogo quello legato al riciclaggio del denaro sporco.

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